Settembre porta sempre con sé il profumo dei nuovi inizi. Quest’anno, in Alto Adige, il primo settembre ha coinciso con l’inizio di qualcosa di profondamente rivoluzionario per la vita intima, la salute e la libertà di scelta di moltissimi ragazzi e ragazze. Immagina di camminare per le strade di Bolzano, Merano o Bressanone, con quel misto di curiosità e ansia che spesso accompagna la giovinezza, e di sentire finalmente che la tua salute sessuale non è più un tabù o un costo insostenibile da affrontare in silenzio.

È partito infatti il progetto pilota denominato “Promozione della salute sessuale, riproduttiva e relazionale nonché accesso alla contraccezione gratuita”, approvato a giugno dalla Giunta provinciale e destinato a durare inizialmente un anno, fino al 31 agosto 2027. Questa importante misura attua una disposizione della legge provinciale sui consultori familiari del 2025, offrendo contraccettivi gratuiti ai giovani dai 14 ai 25 anni compiuti residenti in provincia e iscritti al Servizio sanitario provinciale, oltre che a persone non residenti che si trovano in particolari situazioni di vulnerabilità e sono seguite da percorsi socio-sanitari.

Perché questo cambiamento è così vitale? Dietro la freddezza dei numeri si nascondono storie reali e scelte spesso difficili. I dati dell’Istituto provinciale di statistica ASTAT rivelano che nel 2025, in Alto Adige, sono state registrate 595 interruzioni volontarie di gravidanza, segnando un incremento del 13,3 per cento rispetto all’anno precedente. Quasi la metà di queste interruzioni ha riguardato giovani donne tra i 18 e i 29 anni, e circa il 24 per cento di loro aveva già vissuto un’esperienza simile in passato.

Davanti a questo scenario, come ha ricordato l’assessore provinciale Hubert Messner, l’obiettivo diventa prevenire, informare e consigliare, facilitando l’accesso alla contraccezione per permettere alle giovani generazioni di prendere decisioni responsabili e informate, riducendo i rischi e tutelando la salute riproduttiva.

Ma come funziona, all’atto pratico, questo percorso? La bellezza di questo progetto sta proprio nella sua accessibilità e totale gratuità. Tutto inizia con una porta che si apre senza bisogno di impegnativa medica. Chi desidera accedere al servizio può semplicemente rivolgersi a uno dei consultori familiari privati convenzionati – come l’Aied, L’Arca, Mesocops o il P.M. Kolbe a Bolzano, o il Lilith a Merano – oppure agli “Ambulatori dell’infanzia e adolescenza” situati nei reparti di ginecologia degli ospedali di Bressanone, Vipiteno e San Candido. In una fase successiva, la rete si allargherà anche ai consultori pubblici dell’Azienda Sanitaria.

Varcando quella soglia, si viene accolti in uno spazio sicuro e privo di giudizio, dove professionisti offrono una consulenza personalizzata obbligatoria e, se necessario, una visita ginecologica di controllo. Qui, medici e specialisti valutano la soluzione più adatta a ciascuna persona, indipendentemente dal genere. Al termine di questo colloquio, viene rilasciata una scheda prescrittiva. Con questo documento in mano, si hanno a disposizione 30 giorni per ritirare gratuitamente il proprio contraccettivo in una delle farmacie pubbliche o private convenzionate. E se hai bisogno di preservativi? Quelli vengono distribuiti direttamente e gratuitamente all’interno dei consultori aderenti.

La scelta contraccettiva è varia e risponde alle diverse esigenze di ogni corpo: il progetto copre infatti non solo la classica pillola anticoncezionale, ma anche l’anello vaginale, il cerotto transdermico, l’impianto sottocutaneo e i dispositivi intrauterini (IUD).

Per finanziare questo primo anno di sperimentazione, la Provincia ha stanziato un investimento di circa 500.000 euro. Al termine dei dodici mesi, i risultati di questo cammino comune verranno attentamente valutati: l’auspicio e l’obiettivo, in caso di esito positivo, è rendere questo servizio una prestazione permanente offerta a livello provinciale.

Questo settembre segna una linea di confine: la sessualità vissuta non più come una fonte di ansia solitaria o un costo mensile che grava sulle tasche dei più giovani, ma come una dimensione relazionale, affettiva e di salute protetta e valorizzata. Perché la contraccezione libera e gratuita è, prima di tutto, un grande gesto di cura e di civiltà.